Quando si sottoscrive un contratto di finanziamento, sia esso un prestito personale per l’acquisto di un’auto o l’apertura di una linea di credito tramite una carta revolving, la preoccupazione principale di ogni consumatore italiano è il costo del denaro. Affinché il mercato del credito si mantenga sano e le fasce più vulnerabili della popolazione non vengano strangolate da richieste di interessi spropositati, lo Stato italiano applica norme molto severe, codificate nella storica Legge 108/1996 e costantemente aggiornate. L’elemento cardine di questa normativa di tutela nel 2026 è il concetto di “tasso soglia d’usura”, un limite invalicabile oltre il quale l’interesse richiesto dalla banca o dalla società finanziaria diventa illegale e perseguibile penalmente.
Il ruolo della Banca d’Italia e il calcolo del TEGM
A stabilire il limite massimo tollerato non è un decreto politico arbitrario, ma un calcolo tecnico ed empirico delegato alla massima autorità monetaria del Paese: la Banca d’Italia. Il processo si articola su base trimestrale. Ogni tre mesi, la Banca d’Italia raccoglie e analizza minuziosamente i dati relativi a tutti i finanziamenti erogati dalle banche e dagli intermediari finanziari operanti sul territorio nazionale.
Da questa immensa mole di dati, l’autorità calcola il Tasso Effettivo Globale Medio (TEGM) per ciascuna specifica categoria di finanziamento. Il credito al consumo non viene trattato come un calderone unico: esistono TEGM separati per i prestiti personali, per i crediti finalizzati, per i mutui ipotecari (distinguendo tra fisso e variabile), per le carte revolving e per la Cessione del Quinto (ulteriormente divisa in classi d’importo, ad esempio sotto o sopra i 15.000 euro). Questa granularità garantisce che la soglia rifletta i costi fisiologici e i rischi reali associati a ogni specifico prodotto e settore.
Come si calcola la “Soglia di Usura” nel 2026
Una volta ottenuto il Tasso Effettivo Globale Medio di una categoria per il trimestre precedente, la legge stabilisce una formula matematica precisa per determinare il tasso soglia d’usura, valido per il trimestre in corso. La formula attualmente in vigore prevede che il tasso soglia sia pari al TEGM aumentato di un quarto, a cui si aggiunge un ulteriore margine fisso di 4 punti percentuali (formula: TEGM x 1,25 + 4%). Esiste tuttavia un correttivo di salvaguardia essenziale: la differenza assoluta tra il tasso soglia così calcolato e il tasso medio (TEGM) di partenza non può, in alcun caso e per alcun prodotto, superare gli 8 punti percentuali.
Per fare un esempio concreto: per il quarto trimestre 2026 il TEGM rilevato per il credito personale è pari al 12,08%; aumentato di un quarto (15,10%) e di ulteriori 4 punti, dà un tasso soglia del 19,10%. Un prestito personale stipulato in questo trimestre con un tasso effettivo globale superiore a tale valore conterrebbe interessi usurari.
Categorie a maggior rischio: il caso del credito revolving
Osservando le tabelle pubblicate periodicamente in Gazzetta Ufficiale dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (sulla base dei tassi rilevati dalla Banca d’Italia su delega del Ministero), emerge chiaramente come alcune tipologie di credito presentino soglie di usura strutturalmente molto più alte rispetto ad altre. Il caso emblematico in Italia è quello delle linee di credito in conto corrente (gli scoperti) e, in particolare, dei prestiti revolving (spesso associati alle carte di credito a rimborso rateale).
Poiché il rischio statistico di insolvenza su questi crediti non garantiti e flessibili è nettamente superiore rispetto a un mutuo prima casa garantito da ipoteca, il mercato applica nativamente interessi più elevati (TEGM). Di conseguenza, le soglie d’usura per le carte revolving toccano abitualmente percentuali elevatissime, che per il quarto trimestre 2026 arrivano al 24,50% (a fronte di un TEGM del 16,50%). Questo dato è fondamentale per il consumatore: il fatto che un tasso del 20% su una carta revolving sia legalmente “sotto la soglia d’usura” non significa affatto che sia un tasso conveniente, ed espone comunque la famiglia al grave rischio di un lento e asfissiante sovraindebitamento senza fine temporale visibile.
Cosa fare in caso di sospetta usura bancaria
Nel 2026, l’attenzione su questi temi è massima e i controlli interni degli istituti bancari raramente permettono la stipula di contratti di credito al consumo con tassi originari oltre soglia (cosiddetta usura pattuita). La criticità principale risiede nel calcolo di tutte quelle commissioni e spese (ad esempio le polizze assicurative non facoltative) che, sommate agli interessi, possono spingere il costo effettivo del credito oltre i limiti consentiti. Nel caso si abbia il fondato e supportato sospetto che il proprio finanziamento superi le soglie previste per quel trimestre specifico, il cittadino ha il pieno e tutelato diritto di rivolgersi all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF), un sistema di risoluzione stragiudiziale, veloce ed economico (rispetto ai tribunali e alle corti ordinarie), per richiedere l’annullamento della clausola illecita e il rimborso per legge degli interessi illegittimamente pagati in precedenza.
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