Segnalazioni nei SIC (es. CRIF): Tempi di Conservazione Dati

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Nel momento in cui si richiede un prestito personale, un mutuo o persino una carta di credito in Italia, l’istituto finanziario valuta il merito creditizio del richiedente consultando i Sistemi di Informazioni Creditizie (SIC). Questi grandi database privati, il più noto dei quali in Italia è gestito da CRIF (Eurisc), ma che includono anche Experian, CTC e Assilea, raccolgono lo storico finanziario dei consumatori. Spesso queste banche dati vengono erroneamente considerate solo come “liste di cattivi pagatori”, ma in realtà contengono soprattutto dati positivi, fondamentali per dimostrare la propria affidabilità creditizia alle banche nel 2026.

Le informazioni conservate nei SIC non rimangono per sempre. La normativa italiana, sotto la stretta supervisione del Garante per la Protezione dei Dati Personali (Garante Privacy), ha stabilito un Codice di Condotta che definisce tempi massimi e rigorosi per la conservazione di ciascuna tipologia di informazione. Conoscere queste tempistiche è cruciale per sapere quando una macchia nel proprio storico creditizio verrà automaticamente cancellata, permettendo di tornare a richiedere finanziamenti con serenità.

Dati in fase di istruttoria e richieste rifiutate

La semplice richiesta di un finanziamento viene immediatamente registrata nei SIC. Questo serve a impedire che un consumatore possa richiedere contemporaneamente numerosi prestiti a banche diverse senza che queste ne siano a conoscenza, accumulando un livello di debito insostenibile. Durante la fase in cui la banca valuta la pratica (fase di istruttoria), l’informazione rimane visibile sul database per un massimo di 180 giorni dalla data di inserimento della richiesta, qualora l’istruttoria non si sia ancora conclusa con un esito.

Cosa succede se, al termine dell’istruttoria, la banca decide di rifiutare la richiesta di prestito, oppure se è il cliente stesso a ritirarla prima della stipula? In questi casi, la segnalazione del rifiuto o della rinuncia viene mantenuta visibile nei SIC per un periodo molto breve, pari a 90 giorni a partire dalla data di aggiornamento con l’esito. Trascorso questo trimestre, la segnalazione si cancella automaticamente, e un’altra banca che interrogasse il sistema non troverebbe più traccia di quel precedente diniego.

Morosità e ritardi nei pagamenti

I dati più sensibili all’interno dei SIC riguardano i ritardi nel pagamento delle rate (morosità), che incidono pesantemente sulla capacità di ottenere futuro credito. Se un consumatore ritarda il pagamento di 1 o 2 rate, ma successivamente regolarizza la sua posizione saldando l’arretrato, l’informazione negativa relativa a questo ritardo sarà conservata per 12 mesi, a decorrere dalla data in cui il debito è stato effettivamente regolarizzato, a condizione che nei 12 mesi successivi le rate vengano pagate puntualmente.

Se il ritardo nel rimborso è più grave e riguarda 3 o più rate, oppure un mancato pagamento protratto nel tempo, la segnalazione negativa permane nei SIC per 24 mesi dalla data di regolarizzazione. Anche in questo caso, è essenziale che durante questi due anni i pagamenti successivi siano regolari, affinché il dato venga poi cancellato automaticamente. Le segnalazioni per ritardi vengono comunicate al SIC solo dopo che la finanziaria ha inviato al cliente una comunicazione di preavviso, concedendogli un lasso di tempo (generalmente 15 giorni) per rimettersi in regola ed evitare così la registrazione della segnalazione negativa.

Inadempimenti gravi e dati positivi

Nei casi più gravi, in cui il finanziamento non viene rimborsato, portando a gravi inadempimenti, incagli o al passaggio a sofferenza della posizione (con eventuale recupero crediti o azioni legali), le tempistiche di conservazione sono le più lunghe previste dal Codice. Tali informazioni negative restano visibili nei SIC per 36 mesi dalla data di scadenza contrattuale del rapporto, o dalla data in cui risulta l’ultimo aggiornamento (in caso di accordi successivi), e comunque non oltre un massimo assoluto di 60 mesi dalla data di scadenza originale del contratto di finanziamento.

È però altrettanto importante conoscere il trattamento dei “dati positivi”. Se un prestito è stato rimborsato regolarmente e senza alcun intoppo, questa informazione preziosa (che certifica l’affidabilità del consumatore) rimane memorizzata nel sistema per 60 mesi (5 anni) successivi alla data di estinzione effettiva del finanziamento. Una lunga storia di rimborsi puntuali è il miglior biglietto da visita che un richiedente possa presentare a una banca.

La cancellazione è automatica

Un equivoco molto diffuso riguarda la procedura di cancellazione delle segnalazioni. Allo scadere dei tempi massimi previsti dal Codice di condotta, la cancellazione dei dati dai SIC (sia quelli positivi che negativi) avviene in modo totalmente automatico e gratuito. Non è necessario presentare alcuna richiesta formale, né affidarsi o pagare società o consulenti terzi che promettono di “pulire la CRIF”, un’azione che è legalmente impossibile forzare prima che i tempi di conservazione previsti dal Garante Privacy siano decorsi naturalmente. Le uniche cancellazioni o rettifiche che possono essere richieste anticipatamente sono quelle relative a dati comprovatamente errati, inseriti per sbaglio o a causa di frodi informatiche (furto d’identità), presentando la necessaria documentazione probatoria.

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